Roccalumera

L’Antica Filanda

La produzione della seta nella riviera jonica siciliana durante l’Ottocento era assai rinomata e praticata. I Cinesi mantennero per migliaia di anni il segreto della produzione del filo serico, vendendone i prodotti a carissimo prezzo. Solo verso l'anno 1000 o 1100 d. C., tramite gli Arabi e ad un principe normanno, Ruggero II, la seta si diffuse anche nei paesi del Mediterraneo e quindi in Sicilia, raggiungendo momenti di grande fulgore. Dall'attività agricola dell'allevamento e daIla produzione dei bozzoli trassero origine e si svilupparono molte altre attività collegate: la produzione del seme-bachi (le uova della farfalla), l'industria della filatura, della torcitura, della tessitura, della tintura e infine quella della stampa e del fissaggio dei tessuti. Dopo l’unità d’Italia e con l’avvento della coltivazione del limone nella terra siciliana, la produzione della seta iniziò a diminuire fin quando attorno alla metà del Novecento cessò completamente di esistere. Roccalumera ospitava una delle più famose filande a vapore destinate alla produzione della seta del tempo che ancora oggi vive nella piccola cittadina in provincia di Messina col nome di Antica Filanda. È possibile raggiungere a Roccalumera l’Antica Filanda da due diverse zone: dalla Via Marina o dalla Via Nazionale. La struttura è stata ristrutturata per consentire a tutti coloro che vogliono ammirarne la bellezza di poter averne un bel ricordo. L’Antica Filanda si estende per circa 400 mq su due piani con copertura a tetto ed ancora oggi è ben visibile la caratteristica ciminiera in mattoni. Il piano terra, realizzato con caratteristici archi a tutto sesto in mattoni, era destinato al deposito dei materiali e della seta realizzata, mentre il primo piano era adibito alla lavorazione vera e propria della seta. Mani esperte e accurate si occupavano di realizzare morbidissime sete destinate a vari utilizzi. La copertura dell’edificio è a tetto e realizzata in legno con capriate su cui poggiano tegole in coppo siciliano. La filanda disponeva di ben 16 postazioni di lavoro con 32 bacinelle e vi lavoravano circa 90 operai. Rimase attiva fino al 1935 e fu rimessa in funzione nel 1944 per otto mesi, quando l’esercito inglese produceva la seta grezza necessaria ai paracadutisti impegnati in guerra. Purtroppo, tutti i macchinari originali destinati alla produzione della seta sono andati perduti e spesso sono stati anche vittime di razzie: rimangono ancora le cosiddette “pennarole”, le strutture in legno dove venivano adagiati i bozzoli di seta appena “macerati” per essere asciugati. La macerazione era solo una delle prime fasi della lavorazione della seta, questa impegnativa lavorazione prevedeva poi la “scopinatura”, cioè la spazzolatura dei bozzoli per dividere i capifila dalle bave e la “trattatura”, ovvero l’unione dei vari fili di seta per crearne uno solo. La seta grezza ottenuta era così pronta per essere tessuta al telaio o sottoposta a due lavorazioni al filatoio: la binatura e la torcitura. L’ultima fase consisteva nella sbiancatura e tintura della seta. Nel 1993 la filanda a vapore di Roccalumera è diventata bene etno-antropologico su vincolo della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Messina che ne ha previsto anche il recupero architettonico e il restauro. Sicuramente, l’Antica Filanda è l’attrattiva principale di Roccalumera, una testimonianza di tempi passati che ricorda antichi mestieri ormai in disuso ma che dimostra la florida attività commerciale della riviera jonica durante l’Ottocento e nel primo Novecento.

Curiosità – L’Allume di Rocca

La piccola frazione di Roccalumera, Allume, è famosa per la presenza di numerose cave da cui si estraeva il solfato di alluminio e potassio, utilizzato nell’industria dei cosmetici ed in medicina come emostatico, astringente e antitraspirante nella forma più conosciuta come Allume di Rocca. Si presenta, a temperatura ambiente solido, incolore e inodore. Viene impiegato spesso come deodorante naturale in sostituzione ai deodoranti tradizionali o come ingrediente dei deodoranti spray o in stick. La forma più comune in commercio dell’Allume di Rocca è la classica pietra: viene inumidita e passata sui punti del corpo più critici per la sudorazione ed agisce come antibatterico naturale, divenendo adatto per coloro che soffrono di allergia alle profumazioni sintetiche. Viene infine impiegato per la cicatrizzazione rapida di taglietti causati sulla pelle dalla rasatura della barba, in caso di sanguinamento delle gengive, per alleviare il prurito provocato dalle punture di insetti e per fare guarire più rapidamente l'herpes labiale e i foruncoli sulla pelle. La durata della pietra di Allume di Rocca è notevole e quindi vantaggiosa anche in termini di risparmio economico.

Informazioni su Roccalumera
Provincia: Messina
Altitudine: 7 m slm
Popolazione: 4070
Santo Patrono: Sant'Antonio di Padova
Festa: 13 giugno

Personalizza la tua esperienza di navigazione selezionando la zona di tuo interesse

Ricerca

Non ricordi la tua password?

Accedi con Facebook
Accedi con Google
Emmè